Una delle tantissime preoccupazioni dei titolari di pizzerie è la consegna a domicilio.
Scooter provvisto di assicurazione, operaio assunto, casco ecc ecc.
I grandi del delivery non si attengono a questi controlli e sembrerebbe non preoccuparsi più di tanto.
Leggevo una notizia a cura di Lorenzo Maria Alvaro nella quale scriveva che la maggior parte del food a casa viene consegnato dai clandestini.
Lorenzo ha intervistato Alessandro Antonelli, segretario regionale Fillt Cgil Roma e Lazio (la Federazione italiana lavoratori dei trasporti Cgil), il quale riferisce che è un fenomeno che conoscono molto bene e stanno cercando di risolvere in qualche modo.
Le piattaforme non fanno alcun controllo e giocano sui buchi normativi.
Come assumono queste persone?
È semplice, basta scaricare un app, inviare i propri dati e dare l’assenso ai propri dati personali, e poco dopo si è abilitati alle consegne.
I rischi sono alti , sia di ordine pubblico e sicurezza, perché chiunque ci può entrare in casa, sia di salute pubblica perché non si può sapere se la persona che ci consegna il cibo stia bene e abbia requisiti adatti per fare questo tipo di lavori. Ricordiamo che in Italia esiste una legge molto stringente per le persone che manipolano e somministrano alimenti.
Chi garantisce che la persona che mi sta portando il cibo è sana e pulita? Nessuno.

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